16 novembre 2010

De Gregori


Se io fossi di ghiaccio e tu fossi di neve, che freddo amore mio pensaci bene a far l'amore. Parole sulla punta delle dita, scritte piano, per non svegliare quello che dorme di là. Voci nel sonno che spaventano e confessano, brividi che scuotono dal dentro, che escono se non stai attento a serrare la bocca.
Che succede? Mai vuoti sono i polmoni nel petto...perchè solo ora bruciano nel trattenere l'aria là dentro? Non serve giurare e spergiurare. Si agita come un bimbo alla prima comunione, tutto bianco a gustare il pezzo della carne che sa di pane, sorride nelle foto. Non c'è motivo di battere così forte, non puoi uscire di lì. Sei solo un povero muscolo stanco e tristemente diverso da come ti disegnano i bambini. Se pelle e ossa e carni non ti celassero alle carezze ti cullerei come meriti, o forse no, ma che conta? Bum bum, bum bum tu dici...ma io che ne so di quel che vuoi?
Non capirete, e forse non lo faranno mai, e io rido e penso a Vincent, e voi vi incazzate e smettete di leggere...fate bene, io avrei già smesso da qualche riga fa. Ma...ma ma ma.
Com'è comoda questa poltrona, è così morbida che ci potrei dormire. Così soffice che forse anche i desideri si posano a prendere sonno, le voglie sbadigliano mentre poggiano sulle gambe. Ma stasera anche Morfeo si è dimenticato col suo sacchettino della sabbia, che sia il caffè o che sia tu, non so. Non so. Sono stanco di sentire questa mano calda poggiata sulle palpebre e l'altra gelida che scorre sulla schiena.
Quanto vorrei che tu capissi. Quanto vorrei. Quanto? Non abbastanza da parlare chiaro forse, ma neanche così poco da lasciare che questa notte passi con i giorni, e i mesi, e gli anni.
Ed eccomi, sono qui a giocare in casa, con me e coi mostri, i soliti che non ti ho mai presentato. Il più cattivo è quello che non vuole che si parli degli altri.
Francesco suona mentre scrivo, l'unica cosa bella che portiamo entrambi sulla nostra Volvo mentre viaggiamo per i viali tornando alla piazza, dove tu, dove noi, dove chissà chi altro è adesso...

5 novembre 2010

Madre tv

Pensiero fatto la vigilia di Natale scorso. Non ricordo il motivo, nè se ce ne fosse effettivamente uno. Adesso ho solo scritto l'ultima parte e aggiunta la canzone giusta.

Quando bucheremo questo vuoto fatto di lettere e immagini? Quand'è che non potremo più vivere seduti? Quando le gambe tremeranno reclamando il loro miracolo?..Siamo i figli di elettrodomestici, invecchiati senza crescere. noi piangiamo senza sanguinare, noi siamo la malattia che ci uccide. le vostre mille catene d'oro non ci conterranno ancora a lungo. cavi che succhiano la saliva e gli istinti. cavi che sognano per noi e vivono le nostre ore. onore a voi che moriste coperti di ferite. a voi che fumaste la sigaretta d'un fiato. voi che mai un giorno vi dimenticaste animali. che mai un giorno barattaste il fuoco per una spina elettrica.
Non avvertite questa inutilità che ci accomuna?? Larve e bozzoli forse troppo vecchi per sviluparsi.
Ma oggi io lo sento. Sopravvivere. Vivere sopra questo niente che divide i pasti dal letto.
E' un bruciore che invade piano piano...disgusto. Vogliamo la verità, vogliamo il freddo sulla nostra pelle nuda. il sapore del sangue cerchiamo. Basta merda di plastica e benzina. Vogliamo la fame che stringe lo stomaco, la stanchezza che addenta i muscoli. Cacciatori e prede, reclamiamo il nostro posto nella catena alimentare.

Sapete, credo proprio che solo il più stupido degli animali si senta il figlio di Dio. Solo il più orbo si vede la corona attorno alle tempie. Non è dando forma al pensiero con colori e marmi, scavando la roccia e deviando i fiumi...non è trovando polli già morti al supermercato o mele già raccolte. Nè sudando sotto i pesi di macchine e correndo su tappeti. Ma cancellando ciò che non si stringe o profuma, ciò che non si addenta o splende davanti ai nostri occhi che possiamo guarire di questa nuova peste che riempe le città...Abbiamo sconfitto la fame, adesso muoriamo di noia. Abbiamo evitato le guerre, adesso combattiamo la depressione.

Nulla ci è chiesto e nulla facciamo.

25 ottobre 2010

(non) mi piace [rivendicazioni inutili e fini a se stesse ma alquanto sentite]

E' meraviglioso aprire FB e scoprire che ormai il bisogno di sapere cosa vuoi, cosa ti piace, cosa ti va di ascoltare/comprare/mangiare sia del tutto obsoleto. Lui lo sa già molto meglio di te. Ecco che sullo schermo compaiono inserzioni create ad arte per attirare il tuo click, di te che hai apprezzato le pagine di qualsivoglia band, cantante, film, marca di abbigliamento, collettivo di apicoltori, coltivatore diretto cileno o umile scafista armeno...pagine consigliate da chi ha "i tuoi gusti": da chi ha premuto il fatidico pollice rivolto in alto sulle tue stesse minchiate. "A 4312 persone cui piace questo elemento piace quest'altro!!" "A te e circa 3000000000 di persone piace la gnocca -> condividi"
E adesso anche Itunes mi suggerisce chi scaricare!!! Ed io che ho perso così tanto tempo per cercare un suono mio, che non è loro, nè tantomeno vostro!!! Ma porcaputtana (non l'avevo mai scritto...E devo dire che tutt'attaccato fa la sua bella figura[chissà quanti punti vale a scarabeo{=20}]) perchè più uno cerca di farsi i cazzi sua e il mondo, internet in primis, bussa alla porta?? Intendiamoci, farmi i cazzi mia in questo caso significa solo avere dei propri gusti, tentare più o meno goffamente di non aderire a quello o a quell'altro stile (della serie Emo, Punk, Bimbominkia, Tamarro, Zuzzurellone{=42} o Allenatore di Pokemon) ma accontentarsi di un bel sacrosanto "Boh". (La precisazione era obbligatoria perchè professare di "farsi i cazzi propri" e poi andare su facebook è più o meno come professarsi etero e poi prenderLo allegramente da uno squadrone di travelli vestiti da Biancaneve e tutte le altre principesse Disney in un colpo solo).
Sono sicuramente uno dei più grandi sostenitori di FB come arma definitiva per il baccaglio sfrenato o per lo stalking, però cazzo...stiamo davvero un po' perdendo quel briciolo di individualità che pochissimi possono dire di volere ma che tutti abbiamo.
Professo la buona e cara dottrina del Vivi e lascia Morire, Genius mi suggerisce artisti indie pop e le definizioni di anarchico o nichilista o rompicoglioni mi stanno strette (forse, più semplicemente, non le voglio...conterà anche questo qualcosa, no??)...Poi boh, il titolo del blog è più o meno chi cerco di essere.

23 ottobre 2010

Florigrafia


Bum. Crolla sul pomeriggio come un valanga di nubi e sole, urla e silenzi. La mia Lavanda. Con la punta delle dita fa ruotare il mondo e gli sguardi, un sorriso che nessuno sa spegnere nè leggere...Chissà quale magico pensiero cela, ti chiedi; contagiandoti poi nello scoprire che labbra e guance non son mosse dalla mente, ma dalla sua essenza stessa.
La telecamera volge su lei, unica stella del mediocre programma locale e dimenticato. Lasciamo ragnatele e mostri fuori dalla bianca luce dei riflettori...la gente vuole lei! Cammina leggera sugli abissi mostruosi dove altri annegano e rende fiato alle foglie ingiallite del parco. Per lei tornano a fiorire sterpi e rovi. Il giardino dove hai lasciato le tue radici adesso è tutto verde ^^. E tu, piccolo anemone che piega la corolla sotto il freddo e l'ombra, cosa puoi contro tanta vitalità??

16 ottobre 2010

DeusExMachina

Ciao scusa...Non è che ti potresti fermare un attimo?? No vedi, è che io non ce la faccio a starti dietro così. Non sono un vagabondo, non più di loro...Oddio forse un po' lo sono, ma questo non è il punto. Io mi sono lamentato tante altre volte lo so, ho strepitato e urlato contro di te, mi sono incazzato per quello che lasciavi passare, per quello che non facevi venire da questa parte, da me. Bene adesso le cose sono diverse, io ho imparato ad amarti per quello che sei, a sforzarmi per apprezzare le svolte impreviste e vedere attraverso le ingiustizie quel poco di "bene" che vi si può celare. Ma di nuovo questo non è il punto. Adesso io vorrei un po' di te, solo per me...Una coperta spessa sul capo dove rifugiarsi al caldo, senza rumori o richieste, senza imbarazzi o senza occhi che guardano e non riconoscono...Occhi che involontariamente ti aprono in due come burro e contro i quali non riesci ad opporre alcuna opacità. Fermati un pochino, ti prego.

L'altra via è quella di correre...Ma qui non ci sono nè muscoli pronti, nè direzione decisa. Continuo a scivolare avanti solo perchè è dura arrestare una corsa come quella di poco fa. Questa però non è più la mia velocità...Allora rinsegnami a respirare e a desiderare!! Porta qui con te facce sorridenti e paesi lontani, io per loro posso ritrovare la fiamma per bruciare e la fame per vivere.