23 settembre 2011

Ciao

Gli opposti si toccano e si fondono tra loro, dandosi un senso a vicenda e definendo cos'è il primo e cosa non è il secondo. Una verità spicciola che forse fa ancora un certo effetto quando la si prova sulla propria pelle. Secondo questo ragionamento, l'inizio segna e definisce la fine, giusto?
L'inizio del viaggio cerchia di rosso sul calendario la data della fine di ciò cui non so dare altro nome che la mia vita. C'è poco tempo in effetti per piangerne la scomparsa, o forse l'ibernazione, ed è giusto così...e anche se non fosse proprio giusto va comunque bene. E' un inizio come un altro a pensarci un po' su, che come sempre si porta dietro aspettative e paure. Le mie me le tengo per me, anche solo per non dover poi rendere conto a nessuno della loro soddisfazione o meno.
Negli ultimi tempi ho capito molto di me, rimango sul vago nel dire "quanto" e "cosa"...non sono cose che si afferrano con la mente o con le parole: la conversazione è molto sopravvalutata. Forse dovrei dire che ho provato cosa sono io. "Provato", che significa sentirlo con la mia pancia, ma anche testarlo e dimostrarlo con le azioni.
La novità non sta nel contenuto, non sono diverso, nè mi ci sento. Non solo non si può cambiare quello che si è, ma fa sorridere anche il semplice pensare di poterlo comprendere. La questione non sta in "chi sono io", piuttosto nel realizzarlo. E questo lo si fa alla cieca, guidati dallo stomaco, al punto di dubitare anche della propria testa se si crea un conflitto. Questo va capito e difeso.
Adesso non rimane che dare ascolto alla propria natura e non tradirla, non più di tanto almeno. Chissà cosa ne può nascere se trapiantata altrove? Non lo so anche se ho tutta l'intenzione di scoprirlo.

Simply Biagio si rifa il trucco inspirandosi alla città d'oro, dove trascorrerò i prossimi 6 mesi.
Spero vi piaccia.


20 luglio 2011

❤ Italy

Cosa vorrei essere? Un turista, un Turista Italiano...Sì perchè qui il mare è bello, le città son ricche di ori e quadri. Il mangiare è buono, ogni angolo racconta le scorribande di qualche romatico bandito o porta i fori di qualche vecchio moschetto. E' tutto così...pittoresco. Un tricolore appeso che tutti conoscono e amano, anche se nessuno sa perchè è colorato così. Migliaia i paesini spuntati come funghi tra i poggi e le buche di troppi mari e montagne perchè se ne possa conoscere il nome, che sopravvivono senza strade o internet, ma mai privi di un piatto tipico o tantomeno di un sobborgo rivale (anche se nessuno ricorda il perchè). Targhe in latino in ogni dove, statue e fontane a segnare l'ultima delle svolte, il peggiore dei vicoli imbellito da una Madonnina del '300. Questa meraviglia è il Bel Paese. E bello lo è davvero. Ma solo da turista lo vorrei scoprire.
Io non so cos'è il bene. Nè dove stia il giusto. Nè se questo trovi una sua più compiuta realizzazione in qualche posto Oltralpe o magari Oltreoceano (anche se il pensiero - confesso - mi rende il cielo un poco più azzurro). Ho però una certa visione di ciò che è sbagliato...e fatico a non riconoscerlo sotto questa patina di sorrisi e ricchezze con cui ci riempiono gli occhi dalla nascita. Noi siamo il paese degli usi e dei costumi, delle maschere e del teatro. A me si gonfia il petto quando penso che nessun straniero potrà mai capire quanta sia l'esatta differenza che corre tra l'accento toscano e pugliese, o tra il pistoiese e il pratese. Mi diverte spiegare come qui non esista una ricetta scritta del ragù, ma piuttosto scuole di pensiero, o come l'anguria cambi il suo nome a seconda del dialetto di chi la coltiva.
Ciò che non mi piace è il vedere quello che sta dietro il piccolo miracolo. La meraviglia cela sempre un segreto. Quello che non ti dicono quando vieni in vacanza in Italia è quanto sia triste essere orgogliosi di un paese per la sua bellezza, e niente più. E lo siamo tutti. Orgogliosi e tristi. C'è chi non vuol vedere e preferisce l'ottimismo, le bugie, la pizza e il vino; e c'è chi non riesce neanche a farsi piacere la pasta per quanto gli è amaro lo scoprire ogni giorno una verità sul nostro sistema. Il primo è orgoglioso di essere erede di Cesare e di Garibaldi, ma al tempo stesso è triste agli occhi degli altri, perchè probabilmente non sa neppure cosa abbiano fatto. Il secondo è triste di veder macchiata l'eredità di Nerone e di Cavour, e magari si sente pure orgoglioso di distinguersi dagli altri cui invece non gliene frega un cazzo, ma che sicuramente vivono molto più felicemente di lui. In mezzo a questi due ci stiamo tutti, e anche se non so dove sta il giusto - lo ripeto - vedo tanto di sbagliato qua fuori.
Sbagliato è il chiamare un Paese democratico per l'aver concesso il diritto di decidere un simbolo o un leader di un partito che gestisce la cosa di tutti, mentre le liste degli onorevoli sono decise sulla base di criteri clientelari o più semplicemente legali. Sbagliato è il doversi stupire che il funzionario mafioso si dimetta perchè inquisito o addirittura condannato, e il trovare normale che egli riceva la solidarietà di tutti gli altri compagni di merende per essersi tenuta stretta la sua poltrona. Sbagliato è il sentire che per il Bel Paese non sei nulla più di un pollo spennare, da prendere per il culo chiamandolo libero e dotato di diritto, allo studio, al lavoro, alla famiglia. Sbagliato è l'aver capito che i doveri e gli obblighi siano pressapoco facoltativi: non è che non vadano proprio seguiti, ma piuttosto "interpretati" in quanto indubitabili norme del vivere civile. Sbagliato è il sentire che qui da solo non ce la fai, non senza il calcio nel culo o piuttosto una bella leccata. Sbagliato è il vedere ogni giorno che la legge non è uguale per tutti. Sbagliato è il sapere che la differenza tra la correttezza e la coglionaggine sta solo che la prima è molto più amara da sopportare. Sbagliato è il non trovare in mezzo a cento movimenti, uno solo che la pensi un po' come te e si muova in coerenza con ciò. Sbagliato è il non avere voce su niente se non su una pagina di un blog, anche se sono in migliaia ormai a parlare. Sbagliato è l'accorgersi che tutti sanno, perchè tutti sappiamo cosa c'è che non va, ma che nessuno può farci niente.
Infine sbagliato è accettare. ma sbagliato è anche soffrire nel non farlo.
Ma chi è che paga tutti questi errori secondo voi?
Per questo voglio essere turista. Chissà che bel ricordo che hanno quelle famiglie tedesche grassocce di questo posto.
Pink Floyd  - The Fletcher Memorial Home

19 luglio 2011

Garage

Senza pilota. Ecco come mi sento. Quando sono io a decidere la direzione, le strade sembrano davvero indistinguibili. Non conta dove mi trovo, io da solo mi sento sempre così...Conta chi è a bordo.
Che aspettate a salire? Ok ok, ho bisogno di una revisione accurata: il motore perde colpi e i freni sono dannatamente duri. La miscela di cocacola, alcool e benzina è del tutto sprecata così.
Non ho voglia di andare da nessuna parte. Non da solo. Sto aspettando voi.
Qualcuno che mi "basti". Una guida così maledettamente brava da cancellare la parola "noia" dal diario di questi viaggi...ma forse quello che ci vuole è semplicemente qualcuno che non voglia mai scendere o lasciarmi nel mio garage ad arrugginire. Che voglia di correre.

17 luglio 2011

Cappotto

"Ma cosa vuol dire il "bene" e la "felicità"? sono cose troppo difficili per essere definite. Quei cretini di filosofi che hanno passato le loro vite a parlare di queste cose pensando di sapere chissà che...Guarda che sono buono a farlo anch'io, tanto puoi dire qualsiasi cosa...Io, sono felice."
Federico B.

15 luglio 2011

Paralizzato. Non ha senso. Io non ho senso, tutto questo non ha senso.