Ciao scusa...Non è che ti potresti fermare un attimo?? No vedi, è che io non ce la faccio a starti dietro così. Non sono un vagabondo, non più di loro...Oddio forse un po' lo sono, ma questo non è il punto. Io mi sono lamentato tante altre volte lo so, ho strepitato e urlato contro di te, mi sono incazzato per quello che lasciavi passare, per quello che non facevi venire da questa parte, da me. Bene adesso le cose sono diverse, io ho imparato ad amarti per quello che sei, a sforzarmi per apprezzare le svolte impreviste e vedere attraverso le ingiustizie quel poco di "bene" che vi si può celare. Ma di nuovo questo non è il punto. Adesso io vorrei un po' di te, solo per me...Una coperta spessa sul capo dove rifugiarsi al caldo, senza rumori o richieste, senza imbarazzi o senza occhi che guardano e non riconoscono...Occhi che involontariamente ti aprono in due come burro e contro i quali non riesci ad opporre alcuna opacità. Fermati un pochino, ti prego.
L'altra via è quella di correre...Ma qui non ci sono nè muscoli pronti, nè direzione decisa. Continuo a scivolare avanti solo perchè è dura arrestare una corsa come quella di poco fa. Questa però non è più la mia velocità...Allora rinsegnami a respirare e a desiderare!! Porta qui con te facce sorridenti e paesi lontani, io per loro posso ritrovare la fiamma per bruciare e la fame per vivere.
16 ottobre 2010
8 ottobre 2010
Intervention
Ogni scintilla di amicizia e amore svanirà senza casa. E la casa senza il fuoco, squallida e fredda, giacerà in letargo fino alla nuova stagione. Ho freddo. Preda di quel gelo così fitto da non lasciar muovere neanche la voglia, nè la rabbia, nè la gelosia. E' così ghiaccio che le lacrime non possono scendere, la bocca non può neppure dispiacersi nè il pugno battere il muro.
Aspetto. Aspetto. Forse magari me ne passa il fastidio. Forse magari mi piacerà. Il freddo: ferma sulla pelle i segni di soli già tramontati, gli odori e i sapori di baci che non risuonano più nella notte. Le stelle cadenti che coloravano il soffitto di questo mondo intero posano dietro le colline e i monti, e il mare.
Qualcuno sfondi la porta di cristallo! Quando la primavera tornerà, e i muscoli riusciranno ancora a girarne il pomello, non torneranno più ad abitare questa prigione.
Ma il re tornerà a reclamare il suo trono, a governare le sue genti ei suoi averi, con ancora più fame e cupidigia.
4 ottobre 2010
Life goes on
Comincio a perdermi in questo dedalo di porte socchiuse. Per quanto possa tranquilizzare il rimaner fermo ad ascoltare i rumori che provengono da ciascuna, non ha senso fossilizzarsi qui. Non ti fermare. Trema adesso la mano quando si poggia sul pomello: la luce dell'ultima stanza si attarda ancora a illuminare il corridoio avanti, si schiaccia contro la schiena rendendo l'ambiente antistante così scuro al confronto. Forse voltato verso questo bagliore non mi sono accorto di essere già con un piede oltre la soglia. Non sono più abituato al buio. Che bello però poterlo dire ^^.
Quando si passa dalla luce, l'oscurità è ancora più fosca. Negli occhi, anche se chiusi, si inseguono aloni blu e verdi lasciando l'impronta di quel che prima stava lì, davanti. Con i palmi protesi verso le pareti del tunnel si procede tastoni, persi nella ricerca segreta di quei sensi che ci lasciamo là dietro. Là dove i colori sono ancora brillanti e rivestono le pareti...dove non puoi guardare, senza fermarti. Nessun odore o sapore per me, nessuna attesa o desiderio, nessuna traccia da seguire o unicorno da catturare. 22 anni, e ancora mille stanze da abitare...giusto il tempo di trovare l'interruttore.
Quando si passa dalla luce, l'oscurità è ancora più fosca. Negli occhi, anche se chiusi, si inseguono aloni blu e verdi lasciando l'impronta di quel che prima stava lì, davanti. Con i palmi protesi verso le pareti del tunnel si procede tastoni, persi nella ricerca segreta di quei sensi che ci lasciamo là dietro. Là dove i colori sono ancora brillanti e rivestono le pareti...dove non puoi guardare, senza fermarti. Nessun odore o sapore per me, nessuna attesa o desiderio, nessuna traccia da seguire o unicorno da catturare. 22 anni, e ancora mille stanze da abitare...giusto il tempo di trovare l'interruttore.
22 settembre 2010
Failures
Non mi piace. Fa schifo, è orrendo. Mi prude tutto, vorrei davvero vomitare sul tappeto di camera.
Altalenando tra momenti di idiotica speranza e demenziale fastidio. Speranza - per definizione nel futuro - esattamente ciò per cui non vale la pena sprecare un solo momento di Questo tempo presente, che è il solo che mi sta bene. Fastidio, a momenti rabbia...Nelle orecchie, il continuo rodersi del fegato e delle mascelle. Sbriciolandomi dal dentro per nient'altro che pensieri e sensazioni.
Reazioni ingiustificate (forse) a problemi che ancora non ci sono...Ma non di meno guastano l'umore che così tanto pesa tenere alto. Energie accumulate nelle braccia che desiderano solo menare qualche pugno a qualche stupido, stupido muro che mai potrà restituire le offese.
Sono ingiusto. Ma la giustizia non aiuterebbe granchè, temo. E' così facile perdersi nei vaffanculo regalati a chi capita...e tutto sommato è anche quasi piacevole.
Non voglio. Cazzo. Non voglio.
Anche se, sinceramente, ho sempre pensato che non lo avrebbe fatto...brucia.
Questo peggiora solo le cose...sprofonda la mia immagine sotto l'orizzonte. Vorrei essere più stronzo. Vorrei davvero che mi scivolaste come lacrime sulle guance. Invece sono io che non riesco neanche a piangere. Solo a sbraitare e a pretendere, come se un po' di male nobilitasse l'animo al punto dal conferire diritti e permessi sull'altrui vita giustamente guidata verso il proprio bene.
Il mio non riesco a vederlo. Almeno non stasera. Ti volti un attimo e ti dimentichi com'è fatto, che odore ha...
Un po' di tempo fa c'era un gioco che aiutava a mantenere lo sguardo fuori, oltre il grigio di questa stanza. Le regole erano semplici: Niente pensieri, tanto alcool, tante creature da conoscere e una sola domanda come guida. Stai bene?
Come ogni gioco è bello finchè dura poco...e poco è durato. Adesso però non so neppure per quale squadra sto giocando.
Altalenando tra momenti di idiotica speranza e demenziale fastidio. Speranza - per definizione nel futuro - esattamente ciò per cui non vale la pena sprecare un solo momento di Questo tempo presente, che è il solo che mi sta bene. Fastidio, a momenti rabbia...Nelle orecchie, il continuo rodersi del fegato e delle mascelle. Sbriciolandomi dal dentro per nient'altro che pensieri e sensazioni.
Reazioni ingiustificate (forse) a problemi che ancora non ci sono...Ma non di meno guastano l'umore che così tanto pesa tenere alto. Energie accumulate nelle braccia che desiderano solo menare qualche pugno a qualche stupido, stupido muro che mai potrà restituire le offese.
Sono ingiusto. Ma la giustizia non aiuterebbe granchè, temo. E' così facile perdersi nei vaffanculo regalati a chi capita...e tutto sommato è anche quasi piacevole.
Non voglio. Cazzo. Non voglio.
Anche se, sinceramente, ho sempre pensato che non lo avrebbe fatto...brucia.
Questo peggiora solo le cose...sprofonda la mia immagine sotto l'orizzonte. Vorrei essere più stronzo. Vorrei davvero che mi scivolaste come lacrime sulle guance. Invece sono io che non riesco neanche a piangere. Solo a sbraitare e a pretendere, come se un po' di male nobilitasse l'animo al punto dal conferire diritti e permessi sull'altrui vita giustamente guidata verso il proprio bene.
Il mio non riesco a vederlo. Almeno non stasera. Ti volti un attimo e ti dimentichi com'è fatto, che odore ha...
Un po' di tempo fa c'era un gioco che aiutava a mantenere lo sguardo fuori, oltre il grigio di questa stanza. Le regole erano semplici: Niente pensieri, tanto alcool, tante creature da conoscere e una sola domanda come guida. Stai bene?
Come ogni gioco è bello finchè dura poco...e poco è durato. Adesso però non so neppure per quale squadra sto giocando.
20 settembre 2010
A certe distanze anche i respiri rombano come tuoni. E il loro eco risuona sopra ogni altro pensiero, adombrandolo. Ogni leggero sospiro tradisce paure segrete e voglie...E così finisci a sognar terre lontane e labbra che vorresti esser tue, così da poterle vedere per ogni capriccio, nello specchio del bagno accanto.
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