Sono fermamente convinto che non tutte le persone possano provare determinati sentimenti. Per un po' di tempo io stesso mi sono crogiolato nell'idea di esserne divenuto immune. Ci sono particolari affezioni che sconvolgono il mondo tuo tutto, in grado di sovvertire l'ordine logico delle cose e di cambiarne i colori e gli odori. Badate bene logico e basta, perché per il resto del pianeta le cose sono e rimangono sempre le stesse...con la fastidiosa conseguenza di apparire agli occhi di amici e animali o un coglione senza speranza o uno stronzo egoista.
Per fortuna o per accidente io mi sono riscoperto vulnerabile a questa malattia dell'animo e degli occhi, che nel giro di pochi giorni ha alterato i miei sensi e il mio tempo. Devo ammettere di aver tentato di resistere anche un poco a questa cascata scrosciante che copre ogni suono e urla ad ogni respiro il nome di chi ha causato tutto questo clamore. Dall'altra però sento il bisogno di scrivere da qualche parte quello che sento; per non dovermi poi (di nuovo) pentire - quando il mondo tornerà a dormire nel familiare e docile silenzio - di aver taciuto adesso.
Fa sorridere il pensiero che dopo aver cercato per mesi questi brividi dopo ogni abbraccio, poi ti trovi a tremare solo quando finalmente non ne sentivi più il prurito o il desiderio. Diciamocelo chiaramente, io stavo proprio bene.
La domanda allora, ancora una volta, per la milionesima volta è "Come stai Biagio??" mmm direi felicemente malato o inevitabilmente rincoglionito. Ho poco tempo per perdermi in questa bufera prima che parta per chissà quali altre coste...e visto che se anche volessi (e vi giuro che non voglio ^^) non potrei sottrarmi a questa ondata di maltempo, credo sia il caso di zupparmi fino alle ossa, di annegare in questa pioggia che splende come il sole.
15 maggio 2010
12 maggio 2010
Muta
Sveglia alle 3 e 40, ieri notte. Purtoppo non è stata una qualche suoneria metallica a strapparmi dalle braccia di Morfeo, nè il cane che abbaiava. Semplicemente non potevo dormire. L'archivio blog qui accanto è tempestato dalle deliranti narrazioni delle mie insonnie. Comunque, era molto che non mi succedeva. E' stato strano.
Un tempo, sonno e buio erano scacciati dalla luce fredda di uno dei mille volti che ho desiderato...oppure dal rosso accecante delle cifre di una data d'esame...dal terrore di aver fatto un torto a qualcuno, di aver anche solo sfiorato una creatura quel tanto che basta a far cadere la prima di mille tessere di domino...innescando un girotondo angoscioso e quello scroscìo snervante che avrebbe portato alla fine, la mia. Chiamiamole "le mie paure". Ore di sonno perdute, tutto impegnato nel tentativo, il mio tentativo che - sebbene infantile, sbagliato, stupido e quantaltro - ha dato il titolo a uno dei capitoli della mia vita che più mi piace. [e che direi essersi concluso col semestre scorso o giù di lì.] Tentativo di far cosa?? - chiedete voi - Credo, quello di essere felice.
Inutile sottolineare che non lo sia stato. E ingiustificatamente.
Da una parte ammetto che mi manca un po' quell'insicurezza che rendeva tutto delicato e fragile da non poter stringere niente. Sensazioni che vanno e vengono ma che indubbiamente si sono attutite. I miei discorsi si sono abbassati, le mie elucubrazioni non si perdono in voli pindarici e tutto sommato non mi comporto poi così diversamente da un coglione qualunque. Quello che mi ha tenuto sveglio ieri, dev'essere stato proprio il dividermi tra la delusione per aver tradito quella che credevo essere la mia natura e la soddisfazione di averlo fatto (o quantomeno il ritenerlo). Divisione però non è il termine adatto: non mi sento (più) di parlare di un conflitto interno, semmai di sfumature diverse di una medesima sensazione, quella di abbandono di una vecchia pelle e dei suoi pruriti.
Un tempo, sonno e buio erano scacciati dalla luce fredda di uno dei mille volti che ho desiderato...oppure dal rosso accecante delle cifre di una data d'esame...dal terrore di aver fatto un torto a qualcuno, di aver anche solo sfiorato una creatura quel tanto che basta a far cadere la prima di mille tessere di domino...innescando un girotondo angoscioso e quello scroscìo snervante che avrebbe portato alla fine, la mia. Chiamiamole "le mie paure". Ore di sonno perdute, tutto impegnato nel tentativo, il mio tentativo che - sebbene infantile, sbagliato, stupido e quantaltro - ha dato il titolo a uno dei capitoli della mia vita che più mi piace. [e che direi essersi concluso col semestre scorso o giù di lì.] Tentativo di far cosa?? - chiedete voi - Credo, quello di essere felice.
Inutile sottolineare che non lo sia stato. E ingiustificatamente.
Da una parte ammetto che mi manca un po' quell'insicurezza che rendeva tutto delicato e fragile da non poter stringere niente. Sensazioni che vanno e vengono ma che indubbiamente si sono attutite. I miei discorsi si sono abbassati, le mie elucubrazioni non si perdono in voli pindarici e tutto sommato non mi comporto poi così diversamente da un coglione qualunque. Quello che mi ha tenuto sveglio ieri, dev'essere stato proprio il dividermi tra la delusione per aver tradito quella che credevo essere la mia natura e la soddisfazione di averlo fatto (o quantomeno il ritenerlo). Divisione però non è il termine adatto: non mi sento (più) di parlare di un conflitto interno, semmai di sfumature diverse di una medesima sensazione, quella di abbandono di una vecchia pelle e dei suoi pruriti.
18 aprile 2010
Problemi metereologici o "sono stato una persona leggera"
Ehm sì...ciao.
Ci risiamo, lo sapevo io, qualcuno (in realtà credo molto pochi) se lo immaginava...Sono sceso dalle nuvole. Oddio non v'immaginate una caduta nel vuoto con tanto di tonfo finale stile Will E. Coyote, più che altro credo aver lasciato scivolare via la voglia, quella buona, quella che ha colorato le ultime settimane...Come sto?? Stranamente lucido, necessariamente lucido.
Cosa vi siete persi in queste settimane di silenzio...mmm...tentativi di smettere di fumare falliti, numerosi altri di ubriacarsi riusciti nel migliore dei modi, ore di sonno sacrificate sull'altare di Bacco e un po' anche su quello della folle Venere. Senza sbottonarmi troppo, posso dire che quando non scrivo qui in generale significa che la situazione mentale è quantomeno tranquilla se non esageratamente allegra. Ho provato più volte a mettere per iscritto quelle pochissime sensazioni meravigliose che nobilitano e agitano l'interno anche del più convinto dei coglioni...ma non ne sono in grado, finisco sempre con lo sciuparle. Quindi anzichè irritarvi perchè non aggiorno questo delirio di blog (ovviamente lo so che non gliene frega un cazzo a nessuno ghghgh...ma perchè negare a questo piccolo giullare l'illusione di essere sempre sotto i riflettori??), dovreste sperare che il Biagio, Francesco, forse stia troppo bene per aver qualcosa da dire.
Ebbene sì, questo periodo per molti versi assomiglia al più bello della mia vita. Sicuramente tra i più intensi. I perchè sono molti e decisamente non vale la pena investigarli e bruciare così una giornata di sole. Certo, i meriti vanno anche a molte creature dotate di nome ed occhi e magari anche di labbra e braccia...ma - forse un po' da stronzo - ho la presunzione di dire che non sia legata a loro l'eccezionalità di questo momento...la grande novità è che ho passato mesi più o meno senza nuvole, più o meno sempre fuori da quella stanzetta buia in cui il massacro del buon umore e la strage dei sorrisi vengono perpetuati da una buona parte della popolazione di questo pianeta, quotidianamente. Consapevolezze e sicurezze forse così ridicole da non poterle scrivere...ma drammaticamente dolci da provare quando capita. Mai avuta la sensazione di perdersi in quella rete di sottili coincidenze cui non trovi nome appropriato se non quello di Fortuna?? Se non mi conoscessi direi con gioia e orgoglio infiniti di essere una persona leggera ^^.
Ho cercato, senza grande difficoltà peraltro, di preservare questo stato mentale il più a lungo possibile...Ora forse mi è difficile, forse non è ho più voglia, forse ho bisogno di riprendere un minimo il controllo...non so. E' così bello lasciarsi scivolare il mondo addosso, aspettando che le nuvole scompaiano dietro il crinale delle montagne.
Ok ok...c'ho girato abbastanza intorno, perchè allora sono qui a scrivere?? Vedete la verità è che per tutto questo tempo ho avuto la netta sensazione che a questo sole presto si sarebbe sostituita la tempesta, e devo dire di essere arrivato a vederla stargliarsi minacciosa a un palmo del mio Naso©: l'ho sentita rombare nella mia testa urlando GAME OVER...per poi inaspettatamente affievolirsi sempre di più tanto da infine riuscire a chiudere gli occhi e passarci in mezzo e oltre. Adesso di nuvole all'orizzonte ce ne sono di tutti i tipi...ma credo di volere andarmene da vincitore da questo momento, mi voglio alzare da questo tavolo da gioco con qualcosa in tasca, e per farlo devo uscire dall'intorpidimento meraviglioso di questi giorni e porre dei limiti, dei ripari dalle nuvole se volete. Chiamatela vigliaccheria, egoismo, come vi pare...Per come la vedo io, è l'unico modo per continuare a vivere felicemente da coglione.
27 marzo 2010
Don't stop the flow.
Non stringere le mani per afferrare gli attimi che svolazzano, lascia che scorra, forte e pulsante.
Senza nome nè colore, forma o odore...Questo ci guida e ci illumina. Abbandona i perchè e i come, togli i vestiti bagnati di sudore e pensieri.
Ridi e il mondo riderà con te, piangi e piangerai da solo. Sai, se ridi abbastanza forte, potresti anche riempire tutti quei buchi silenziosi che ingombrano il pianeta.
Amo il binario su cui viaggio adesso, per quanto non sembri ancora il mio (o il suo). Sì, perchè ormai è difficile dare un nome alle cose, e soprattutto non ha più senso il farlo (ammesso che l'abbia mai avuto). Una, due o tre, ma a chi interessa quante creature vivono qua dentro?? Raccontare se camminano nel mattino e se s'addormentano di sera. E, se dormono, che dormono e che sogni fanno ghgh...Vedete tutto questo non è che aria, umidificata sì, fatta risuonare da corde vocali in tensione certo, ma sempre aria è!! E di aria ce n'è così tanta sotto questo sole che non si può rischiare di soffocare per respirare le solite tre molecole stagnanti.
Ho smesso, meglio, ci sto provando, a dirla tutta ci sto anche riuscendo...Il filtro è immobile a prendere la polvere sul comodino: l'ho tolto. Non passo più al setaccio ogni momento, cercando di capire, riassaporando le sensazioni delle ore passate. Si rischia di divenire Antiquari del mondo e vivere trascinandosi tra vecchi mobili che un tempo erano persone ed erano qui; non si può perdere ore a riminarne la qualità e la lucentezza. Dio o l'evoluzione o chi per lui ci ha dato un dono grande: il dimenticare.
Sorrido, e tanto. Più di prima, più che mai...Non si vive di certezze granitiche ma di bolle di sapone difese a costo della propria felicità. E io non ho intenzione di lasciare ancora una volta che esploda. Quindi non giocate con gli affilati perchè e gli appuntiti silenzi. Le riposte servono solo se si fanno le domande. Un bacio ^^
Senza nome nè colore, forma o odore...Questo ci guida e ci illumina. Abbandona i perchè e i come, togli i vestiti bagnati di sudore e pensieri.
Ridi e il mondo riderà con te, piangi e piangerai da solo. Sai, se ridi abbastanza forte, potresti anche riempire tutti quei buchi silenziosi che ingombrano il pianeta.
Amo il binario su cui viaggio adesso, per quanto non sembri ancora il mio (o il suo). Sì, perchè ormai è difficile dare un nome alle cose, e soprattutto non ha più senso il farlo (ammesso che l'abbia mai avuto). Una, due o tre, ma a chi interessa quante creature vivono qua dentro?? Raccontare se camminano nel mattino e se s'addormentano di sera. E, se dormono, che dormono e che sogni fanno ghgh...Vedete tutto questo non è che aria, umidificata sì, fatta risuonare da corde vocali in tensione certo, ma sempre aria è!! E di aria ce n'è così tanta sotto questo sole che non si può rischiare di soffocare per respirare le solite tre molecole stagnanti.
Ho smesso, meglio, ci sto provando, a dirla tutta ci sto anche riuscendo...Il filtro è immobile a prendere la polvere sul comodino: l'ho tolto. Non passo più al setaccio ogni momento, cercando di capire, riassaporando le sensazioni delle ore passate. Si rischia di divenire Antiquari del mondo e vivere trascinandosi tra vecchi mobili che un tempo erano persone ed erano qui; non si può perdere ore a riminarne la qualità e la lucentezza. Dio o l'evoluzione o chi per lui ci ha dato un dono grande: il dimenticare.
Sorrido, e tanto. Più di prima, più che mai...Non si vive di certezze granitiche ma di bolle di sapone difese a costo della propria felicità. E io non ho intenzione di lasciare ancora una volta che esploda. Quindi non giocate con gli affilati perchè e gli appuntiti silenzi. Le riposte servono solo se si fanno le domande. Un bacio ^^
23 febbraio 2010
Non sense
La buona regola di non alzare gli occhi e perdersi tra le nuvole dei pensieri si conferma ancora spaventosamente efficace. Ma oggi si fa un'eccezione ;)
E' davvero tanto più importante il limitarsi a sentire le cose, che il capirle realmente...povero Kant. Lo so, questo post è la sagra della banalità e della cazzata...bè poco male.
E' tanto meglio parlare di supercazzole, infrustolamenti e puppa vari e sorridere nel vedere lo sconcerto sul volto delle persone che essere seri. La serietà va sempre a spasso mano nella mano con la noia e i bronci...e per quanto mi riguarda credo di essere stato sufficientemente borioso nei miei 22 anni. Lo so, la mia è l'ultima bocca a poter dire certe cose, ma l'insofferenza e l'ostentazione assidua di fastidio per le frivolità del mondo, per le sciocchezze...troppo spesso sono confuse con maturità, anzi, quasi sempre sono accompagnate da questo nome così altisonante.
E' tanto facile riempirsi la bocca di buoni consigli, di voci su come dovrebbero andare le cose, di come sarebbero se tutti facessimo le cose "giuste". Le cose però non sono nè giuste, nè sbagliate ma soprattutto non cambiano anche se ci fa sentire tanto belli sapere come dovrebbero diventare. E allora fatemi un piacere, state zitti. Se quei ragazzi avessero fatto le cose diversamente, se fossero stati più prudenti o stronzate del genere...Non cambia davvero un benemerito cazzo. Quindi evitate di dirlo.
Meglio la via di Lore, il sentiero colorato di stronzate e scherzi e supercazzole...è tanto più onesto e vero lui così, di tanti maturi che conosco.
E' davvero tanto più importante il limitarsi a sentire le cose, che il capirle realmente...povero Kant. Lo so, questo post è la sagra della banalità e della cazzata...bè poco male.
E' tanto meglio parlare di supercazzole, infrustolamenti e puppa vari e sorridere nel vedere lo sconcerto sul volto delle persone che essere seri. La serietà va sempre a spasso mano nella mano con la noia e i bronci...e per quanto mi riguarda credo di essere stato sufficientemente borioso nei miei 22 anni. Lo so, la mia è l'ultima bocca a poter dire certe cose, ma l'insofferenza e l'ostentazione assidua di fastidio per le frivolità del mondo, per le sciocchezze...troppo spesso sono confuse con maturità, anzi, quasi sempre sono accompagnate da questo nome così altisonante.
E' tanto facile riempirsi la bocca di buoni consigli, di voci su come dovrebbero andare le cose, di come sarebbero se tutti facessimo le cose "giuste". Le cose però non sono nè giuste, nè sbagliate ma soprattutto non cambiano anche se ci fa sentire tanto belli sapere come dovrebbero diventare. E allora fatemi un piacere, state zitti. Se quei ragazzi avessero fatto le cose diversamente, se fossero stati più prudenti o stronzate del genere...Non cambia davvero un benemerito cazzo. Quindi evitate di dirlo.
Meglio la via di Lore, il sentiero colorato di stronzate e scherzi e supercazzole...è tanto più onesto e vero lui così, di tanti maturi che conosco.
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